Here’s what happened:

My friend M. sends me an email: “Hey, tonight we celebrate Vasco’s birthday. It’s kind of an intimate party, only a few friends, and family. Do you wanna come?”.

I start jumping up and down and think:

“Do you wanna come? Are you asking me? Meeting Vasco is a dream coming true !!!”

I get ready for the evening: ripped jeans, black booties, and my favorite red jacket. A look that reminds of the Beatles on the cover of their album Sergeant Pepper. Uber leaves me in front of the main gate. I’ve been here before when I worked with M. & S. to the music of my film, but tonight this house seems to have a different kind of energy.

I go upstairs, M. welcomes me and says:

“Come with me, I’ll introduce you to him”

My heart has already started pounding, I’m nervous.

There he is, right in front of me and I see my Life as in a flashback: the memories sealed by his songs, the concerts, the energy of 80.000 people that sing in unison, the words that echo, the poetry, the tears I’ve spilled, the long road trips singing his songs at the top of my lungs.  There was a time when my credo was “Vasco has the answer”. When I had a question tormenting my soul, I’d play one of his songs and the enigma would be solved.

And now I’m here in front of him. M. introduces me, I timidly stretch my hand and say:

“Hi Vasco, I’m so nervous that I could say something very stupid”.

He looks at me and laughs trying to make me feel comfortable. So I take a deep breath and I find some courage: “Can I just hug you and say thank you”.

He says: “of course”

and he gives me a warm embrace, like one that a dad would give to his daughter. I have tears in my eyes.

“Thank you. Happy Birthday”

“Thank you. Did you get something to eat? Do you want a drink? Let’s cheer” and then we talk.

“Tell me about you,  what do you do? How long have you lived in LA?”

My friend S. tells him about Coxy, the bags and the music he did for my film.

“I like your Coxy bag, she’s a real woman! She has the shape of a guitar as well. I like your jacket too and you are beautiful”.

I blush.

I look at him in the eyes and I see everything: the man, the rockstar, the kid. Once again I’m grateful because he taught me to dream and to be free, and today it feels like he’s handing me the gift of everything he’s been.

He blows off his birthday candles, we cheer, it’s getting late. Before he leaves he says goodbye and tells me:

“See you soon then” and I smile.

I look around me and I think: “M. was right, it feels like family”.

I’m happy.

Happy Birthday Vasco!

And maybe wishing you all the best for many years to come is no big deal because to me you are already immortal.

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VERSIONE ITALIANA

E’ andata così.

Mi chiama il mio amico M.

“Hey, stasera festeggiamo il suo compleanno. Festa intima, pochi amici e famiglia, vuoi venire?

Ed io inizio a pensare…

“Vuoi venire? E Me lo chiedi? Incontrare lui…. sembra un sogno”

Inizio a prepararmi per la serata. Jeans strappati, stivaletti neri e la mia giacca rossa preferita. Look un po’ alla Beatles nell’album Sergeant Pepper’s. Uber mi lascia davanti al cancello d’ingresso. Sono stata qui altre volte a lavorare con M e S alla musica del mio film, ma stasera questa casa sembra avere un energia diversa.

Salgo le scale, M mi accoglie e mi dice:

“ Vieni te lo presento”

il cuore ha già iniziato a battere all’impazzata. Che emozione…

E poi me lo trovo davanti e rivedo la mia vita come in un flashback: Ricordi segnati dalle sue canzoni. I concerti. L’energia di 80.000 persone che cantano all’unisono. Le parole che riecheggiano. La poesia. Le lacrime versate. I lunghi viaggi in macchina a cantare a squarciagola. C’è stato un tempo in cui il mio credo era “Vasco ha la risposta”, se c’era qualche domanda che mi tormentava bastava mettere su una delle sue canzoni per risolvere l’enigma.

Ora sono qui davanti a lui. M mi introduce, Gli tendo la mano e gli dico:

“Ciao Vasco…. sono talmente emozionata che potrei dire qualcosa di veramente stupido…”

Lui mi guarda e ride cercando di mettermi a mio agio. Allora prendo coraggio e gli dico

“Posso solo abbracciarti e dirti Grazie.”

E lui: “Certo”

e mi da un caldo abbraccio, come un papà abbraccia la propria figlia. Ho le lacrime agli occhi.

“Grazie. Buon compleanno”

“Grazie. Hai preso da mangiare ? Da bere ? Facciamo un brindisi”. E poi si chiacchiera.

“Dimmi di te… Cosa fai… da quanti anni vivi a LA?” Il mio amico S gli racconta di Coxy e del film a cui abbiamo lavorato insieme.

“Mi piace la tua borsa… Molto donna… E’ vero ha anche la forma di una chitarra… bella anche la giacca… e del resto anche tu sei molto bella….” E io arrossisco.

Lo guardo negli occhi e vedo tutto: l’uomo, la star, il bambino. Ed ancora una volta provo gratitudine perché lui mi ha insegnato a sognare e ad essere libera ed oggi è un po’ come se mi stesse regalando tutto ciò che è stato.

Spegne le candeline, si brinda. Si fa tardi.  Prima di andare a dormire mi saluta e dice:

“Allora ci vediamo”  e io sorrido.

Mi guardo intorno e penso. M aveva ragione, sembra di essere in famiglia. Sono Felice.

Buon Compleanno Vasco!

E forse non serve dire 100 di questi giorni perché per me tu sei già immortale.

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